IPOTENSIONE GRAVIDICA – Parte 2: Monitorare la pressione sanguigna durante la gravidanza

    Già prima di restare incinta è bene conoscere i propri valori della pressione sanguigna, in modo da poter tenere sotto controllo eventuali alterazioni nel corso della gravidanza.

    Durante l’attesa, se non vi sono problemi particolari, è sufficiente controllare la pressione una volta al mese.
    Nel corso delle visite di controllo il ginecologo rileva sempre i valori della pressione ed è proprio lui a invitare la futura mamma a sottoporsi a controlli più frequenti nel caso lo ritenga necessario.

    Il controllo della pressione può venir effettuato dal proprio medico curante, in farmacia oppure a casa propria mediante gli appositi apparecchi elettronici che si possono acquistare nei negozi di articoli sanitari.
    Con questi strumenti si può misurare la pressione arteriosa facilmente e con buona precisione, ma attenzione: non bisogna mai improvvisarsi medici: il ricorso ai farmaci va sempre fatto sotto stretto controllo medico e solo nei casi di estrema necessità, soprattutto in un periodo così delicato come la gravidanza.
    Tuttavia, a volte è indispensabile assumere sostanze per stimolare l’attività cardiaca, soprattutto quando gli abbassamenti di pressione provocano svenimenti frequenti.

    COME SI MISURA LA PRESSIONE SANGUIGNA

    Come abbiamo visto nel post precedente, nel corso della misurazione si rilevano due valori della pressione arteriosa: la massima (o pressione sistolica) è la pressione che si ha durante la contrazione del cuore (sistole); la minima (o pressione diastolica) è quella costantemente presente tra una contrazione cardiaca e l’altra (diastole).
    Da quanto detto, risulta ovvio che bassi valori della pressione minima sono più significativi di bassi valori della massima.
    Valori di pressione normali per un soggetto adulto, di media età, a riposo sono stimati essere compresi entro 140/85 mmHg.

    Il flusso sanguigno si può rilevare in corrispondenza dei polsi arteriosi, dove le arterie scorrono relativamente in superficie, sotto la pelle e dunque sono facilmente palpabili.
    Questi punti sono:

    • il polso radiale, all’estremità di congiunzione dell’avambraccio con la mano;
    • il polso carotideo, al collo;
    • il polso femorale, in corrispondenza della piega dell’inguine
    • l’arteria omerale, ovvero l’arteria del gomito.

    In particolare, la pressione arteriosa si rileva in corrispondenza del polso radiale e dell’arteria omerale.

    Lo strumento che serve per misurare la pressione si chiama sfigmomanometro e può essere di vari tipi: meccanico, elettronico o a mercurio.
    I medici utilizzano quello a mercurio che è il più affidabile: viene avvolto attorno al braccio, sopra l’arteria omerale, un manicotto di gomma che è connesso, tramite un tubicino, ad una pompa e ad una colonnina di mercurio sulla quale vengono rilevate le misure di pressione.
    Dopodichè viene inserito il fonendoscopio all’interno del manicotto, sulla piega del gomito, proprio sopra l’arteria omerale.
    Inizialmente si pompa l’aria nel bracciale fino a raggiungere una pressione ipoteticamente superiore al valore della pressione massima vigente nell’arteria omerale: l’arteria in questo modo è completamente occlusa, sia durante la sistole (contrazione) che durante la diastole (rilassamento) del muscolo cardiaco e non si ha passaggio di sangue.
    Di conseguenza dagli auricolari del fonendoscopio non si sente alcun rumore e contemporaneamente si può verificare la completa assenza del polso radiale.
    A questo punto si inizia a sfiatare lentamente l’aria dal manicotto facendo scendere il livello del mercurio fino a quando la pressione del bracciale diventa inferiore a quella sistolica vigente nell’arteria omerale.

    Adesso il sangue può passare durante la sistole, ma non ancora durante la diastole poiché la pressione è ancora inferiore a quella del manicotto.
    Con il fonendoscopio si possono percepire dei rumori sordi e ritmici, che corrispondono alla riapertura dei vasi compressi dal manicotto e quindi al passaggio con flusso turbolento del sangue.
    Questi rumori prendono il nome di rumori di Korokov e sono sincroni con l’attività cardiaca.

    Contemporaneamente a questi rumori, ricompare anche il polso radiale: in questo istante si rileva il valore della pressione sistolica (massima) che riflette appunto la pressione vigente nell’arteria sottostante il manicotto nella fase di contrazione del cuore (sistole cardiaca).

    Infine, lasciando decrescere ulteriormente la pressione del manicotto questi suoni cominciano a decrescere, diventano sfumati ed infine scompaiono del tutto: in questo momento la compressione del bracciale è inferiore a quella vigente nell’arteria omerale anche durante la diastole.

    Ciò significa che il vaso sanguigno è completamente pervio e il sangue può fluire regolarmente, ritornando ad essere laminare.
    Come abbiamo detto, una delle caratteristiche del flusso laminare è il fatto che è silenzioso: questo è il motivo per cui a questo punto il flusso del sangue non è più rumoroso.
    Si può rilevare a questo istante il valore della pressione minima o diastolica.

    Si tenga presente che la pressione arteriosa varia discretamente nel corso della giornata e queste fluttuazioni sono del tutto normali.
    Per questo motivo, al fine di ottenere misure più precise, si consiglia di eseguire almeno due rilevazione di seguito, distanziate di almeno tre minuti e poi fare la media dei valori rilevati.

    L’auto – misurazione della pressione sanguigna può essere effettuata molto facilmente a casa propria con l’ausilio di pressurometri semiautomatici che mostrano sul loro display i valori della pressione massima, minima e della frequenza cardiaca.
    Questi apparecchi sono molto affidabili, facilmente reperibili e piuttosto economici.

    Nel prossimo post vedremo come varia la pressione sanguigna durante i 9 mesi di gravidanza e quali altri fattori contribuiscono ad abbassare i valori della pressione.

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