IPOTENSIONE GRAVIDICA – Parte 4: Quando la pressione si abbassa troppo

    COME EVITARE SVENIMENTI

    Quando la donna avverte i primi sintomi di un mancamento, è bene che si metta subito sdraiata con la testa reclinata all’indietro in modo da riequilibrare la pressione, favorendo il ritorno del sangue venoso al cuore.
    Meglio non tentare di procedere per raggiungere la meta prestabilita, bensì fermarsi non appena si trova un posto comodo.

    Subito dopo e nei giorni successivi è utile assumere integratori a base di magnesio e potassio che richiamano liquidi in circolo, contribuendo così ad innalzare la pressione per aumento di volume; inoltre aiutano la futura mamma ad attenuare il senso di spossatezza.

    Inoltre esistono farmaci vasotonici che risolvono il problema attraverso la vasocostrizione, meccanismo più rapido ed efficace da utilizzare all’occorrenza: tuttavia, occorre prestare estrema attenzione all’assunzione dei farmaci in gravidanza e, in ogni caso, deve essere il proprio medico curante a prescrivere tali farmaci, nel caso in cui lo ritenga necessario.

    IN CASO DI PERDITA DI COSCIENZA

    Nel caso, nonostante le opportune precauzioni, la futura mamma svenga, cosa possono fare le persone che le stanno intorno?
    Come primo soccorso, è consigliabile fare sdraiare la donna a pancia in su o, ancora meglio, sul fianco sinistro, con le gambe sollevate rispetto al corpo.
    Ciò favorisce il ritorno del sangue al cuore e, di conseguenza, il ripristino della circolazione e della pressione.
    È inoltre utile farle assumere acqua e zucchero in quanto, in alcuni casi, lo svenimento è causato da un abbassamento della glicemia nel sangue.

    Meglio non improvvisarsi medici “fai da te” e non somministrare assolutamente farmaci alla donna: piuttosto, in caso di persistenza dei disturbi, è opportuno chiamare un medico o un’ambulanza.

    COSA FARE IN CASO DI IPOTENSIONE EVIDENTE

    Come abbiamo già detto, nel corso dei nove mesi, è bene tenere sotto controllo la pressione, soprattutto per le donne che già in condizioni normali, soffrono di frequenti abbassamenti di pressione.

    Se la futura mamma non presenta particolari problemi, è sufficiente un controllo mensile. Diversamente, se gli episodi di ipotensione si ripetono, è preferibile monitorare la situazione con controlli più frequenti.
    In questi casi è utile acquistare un pressurometro elettronico in modo da poter misurare i valori della pressione ogni volta che si vuole, a casa propria: questi apparecchi si possono trovare nei negozi di elettrodomestici o di articoli sanitari.

    Per maggior precauzione, inoltre, è opportuno eseguire un elettrocardiogramma, una visita cardiologica e alcuni esami del sangue per escludere la presenza di problemi più seri quali uno stato di anemia (carenza di ferro nel sangue) o un disturbo al cuore o altre patologie a carico del rene e del surrene.

    In gravidanza il calo fisiologico di pressione fa si che possano considerarsi nella norma valori pari a 100 mmHg per la massima e 70 mmHg per la minima.
    In realtà non vi sono veri limiti per i valori bassi, anche se è opportuno intervenire quando la minima scende al di sotto di 50 mm di mercurio e, necessariamente, quando compaiono disturbi come capogiri, malore e perdita di coscienza.

    Infatti, quando la pressione si abbassa significativamente e questo abbassamento si protrae per lunghi periodi, si potrebbero avere conseguenze negative anche sul feto.
    Un eccessivo calo di pressione comporta anche una diminuzione della circolazione materno – fetale e dunque una conseguente carenza di ossigeno per il bambino.

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