Disturbi dentali e gengivali in Gravidanza

    GENGIVITE GRAVIDICA

    La gengivite da gravidanza colpisce una percentuale altissima di donne e ha intensità e sintomi variabili che dipendono, tra le atre cose, dallo stato delle gengive precedente la gravidanza.
    Le gengiviti gravidiche hanno un’insorgenza piuttosto precoce, fin dal primo trimestre di gestazione, e sono caratterizzate da una mucosa gengivale congestionata e gonfia.
    Le gengive tendono ad arrossare facilmente e possono sanguinare in seguito al minimo trauma.
    Le zone della bocca più colpite sono quelle anteriori con problemi più evidenti negli spazi interprossimali; si riscontrano lesioni più gravi nelle donne che abitualmente respirano con la bocca.
    Come abbiamo detto, questa patologia presenta vari gradi di gravità: dalle forme lievi si può arrivare a gengiviti con sanguinamento copioso, ulcerazioni, mobilità dei denti e perdita dell’osso alveolare.
    Le cause di questo disturbo sono riscontrabili nelle alterazioni della composizione della placca batterica e della mucosa orale, indotte dallo squilibrio ormonale gravidico.
    A conferma di ciò, si è riscontrato che dopo tre mesi dal parto, quando gli ormoni si normalizzano, si osserva una remissione della gengivite.
    L’estrogeno e il progesterone, i cui livelli durante la gestazione possono aumentare rispettivamente di 30 e 10 volte rispetto al ciclo mestruale, funzionerebbero infatti da fattori di crescita per alcuni batteri in grado di alterare lo stato di salute gengivale.
    L’altro dato da tenere in considerazione è la diminuzione della risposta immunitaria materna durante la gravidanza, da cui deriva una maggiore suscettibilità alla malattia parodontale.
    Tuttavia, la gravità del quadro clinico della gengivite gravidica, così come per qualsiasi altra forma di gengivite, è condizionata da fattori irritanti locali: la placca batterica e il tartaro.
    Alcuni studi hanno dimostrato, inoltre, che la malattia parodontale gravidica, se non opportunamente curata, può costituire un serio fattore di rischio per nascite premature (circa 37 giorni prima) e sottopeso (2,5 kg in meno).
    Ci sono possibilità, infatti, che l’infezione si trasmetta al tratto genitale ed urinario della futura mamma, condizionando l’esito della gravidanza.

    Il meccanismo sarebbe il risultato della produzione di tossine da parte dei batteri e della mediazione di sostanze prodotte dalla madre come le prostaglandine e l’interleuchina.
    Un elevato livello di queste sostanze nel cavo orale e, conseguentemente, nel tratto genito-urinario potrebbe costituire un insulto sufficiente a stimolare l’evento del parto in anticipo rispetto alle attese.

    MALATTIA PARADONTALE O PARADONTITE

    La gengivite iniziale può evolvere o in senso positivo (e dunque regredire), o in senso negativo, e trasformarsi in una gengivite stabilizzata o addirittura in parodontite.
    La malattia parodontale (o parodontite) e’ il termine tecnico che individua la cosiddetta piorrea, dovuta alla comparsa di un gran numero di batteri anaerobi (che vivono in assenza di ossigeno) al di sotto del solco gengivale.
    Questo solco si approfondisce sempre più fino a trasformarsi in una tasca.
    Il tappo biologico che si forma tra dente e gengiva deve essere necessariamente asportato per lasciare libero il passaggio di ossigeno e per limitare l’aumento dei batteri anaerobi sub-gengivali.
    L’aumento di questi batteri, ha infatti come risultato finale la distruzione delle fibre collagene con cui la gengiva si ancora al dente, e col tempo tutto ciò può comportare anche una distruzione ossea.

    IPERESTESIE DENTALI

    Le iperestesie (perdita dei sensibilità) dentali sono fenomeni di tipo nevralgico che possono essere a carico di un singolo dente oppure di zone più estese.
    In gravidanza sono dovute all’aumento di sangue nella polpa dentale (tessuto molle che si trova all’interno del dente) o all’abbassamento della soglia di sensibilità del nervo trigemino.
    Insorgono sotto gli stimoli del freddo, del dolce e del salato o anche a seguito del contatto con qualunque corpo estraneo.
    Passeggere e intermittenti, solo raramente richiedono una terapia antalgica.

    AUMENTO DELLA CARIE

    Secondo le teorie moderne non esiste una correlazione precisa tra carie e gravidanza.
    Tuttavia in gravidanza si sviluppa una serie di fattori, che se non adeguatamente controllati, sono in grado di promuovere nuove carie o di accelerare quelle già esistenti.
    Ad esempio lo sviluppo della carie è favorito, come abbiamo visto, dalla diminuzione del Ph della saliva; inoltre, il sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento e le iperestesie dentali, portano spesso alla rinuncia di una qualsiasi igiene favorendo così l’accumulo della placca batterica, l’insorgenza di nuove carie e il complicarsi della situazione gengivale.
    La miglior forma di terapia è proprio la diffusione di norme per una corretta igiene orale.

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *