Archives for Parto category
Posted on 2008 under Gravidanza, Parto, Psicologia |
11
Giu
Come ho detto nel precedente articolo, in questa tecnica la mente rimane vigile ed attenta. Questa condizione è fondamentale, perché altrimenti, se la mente si addormenta, cade nel sonno incosciente.
Sicuramente avete sperimentato di persona che non è facile tenere la mente concentrata ed attenta per troppi minuti, in genere essa tende a sfuggirci e a volare con la fantasia su questo o quell’altro pensiero.
Ancora una volta ci viene in aiuto la costanza e la pratica: più ci esercitiamo più sarà facile osservare il flusso delle immagini senza perdere il loro controllo, che significherebbe sprofondare nel sonno incosciente.
Come ho già espresso l’importante è restare vigili, cercando di essere degli osservatori attenti alle nostre fantasie e dei nostri pensieri.
Il training autogeno offre una valida alternativa per eliminare gli stati squilibrio psicofisici per mezzo dell’autocontrollo e della forza di volontà.
Chiudete gli occhi e fate dei respiri profondi ed ampi, ascoltate il vostro respiro, sentite l’aria che entra ed esce dal vostro corpo e rilassatevi sempre di più.
Sentite a mano a mano che i muscoli del vostro corpo diventano sempre più rilassati, continuate a respirare profondamente e regolarmente.
Mentre il vostro corpo diventa sempre più rilassato, iniziate a concentrare il vostro pensiero ad un immagine – un ricordo a voi molto piacevole molto rilassante.
Continuate a mantenere il vostro respiro profondo e regolare e la vostra mente totalmente concentrata su un immagine, un ricordo.
E’ molto bella piacevole rilassante. Il vostro respiro è calmo e regolare e la vostra mente è totalmente concentrata su questa immagine.
Una piacevole sensazione di tranquillità invade il vostro corpo e la vostra mente.
Questo allenamento va effettuato almeno due volte al giorno, per far sì che quando dovrete realizzarlo durante il travaglio il vostro livello di auto concentrazione sarà ottimale.
Molto importante è scegliere una immagine a cui voi siete molto legati e sviluppate tutto il vostro allenamento sempre sulla stessa immagine, elemento importante poiché producendo questo tipo di allenamento per alcune settimane precedenti il parto sarete opportunamente allenate ed mentalmente pronte a gestire la tensione che la paura vi produce.
Buon allenamento.
Dott. Maria Bernabeo
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Posted on 2008 under Parto, Psicologia |
9
Giu
Divenire madre è uno degli eventi a cui ogni bambina, ogni adolescente e ogni donna vive come l’identificazione con la propria madre.
Sono passati decenni quando le nonne raccontavano questo evento alle loro figlie e alle nipoti, come qualcosa di brutale e tragico da cui non ci si può esimere : “Soffrirai con dolori insopportabili che ti faranno fare e dire cose al di fuori della tua volontà, dopo che sarà nato tutto verrà dimenticato”.
Durante i miei corsi di psicoprofilassi al parto ho sempre cercato di ridefinire questo arcaico messaggio ancora molto presente nella nostra cultura.
Cosa avviene durante il travaglio da parto? Fisicamente si ha la contrazione ritmica del muscolo uterino che con la pressione della testa del feto assume un diametro che deve favorire il passaggio fetale, questo meccanismo produce un accumulo di acido lattico che dà al cervello lo stimolo della sensazione del dolore.
In natura il cane, il gatto per partorire i propri cuccioli hanno il nostro stesso sistema, essendo mammiferi, ma a differenza dell’umano mantengono un comportamento più idoneo. Perché?In loro non subentra la parte emotiva “ la paura”.
La maggior parte delle donne quando inizia il travaglio si fa vincere dalla paura, ogni contrazione è accompagnata da irrigidimento come se la si volesse mandare indietro per non sentirla, questa cattiva sinergia produce un acutizzazione della percezione del dolore ed un rallentamento della fase di dilatazione.
La prima cosa da sapere, è, mantenendo un adeguato controllo durante il travaglio da parto, si ottiene un duplice scopo:
- rendere il travaglio più veloce;
- aiutare nostro figlio a nascere con meno fatica e complicazioni.
Come possiamo riuscirci? Producendo un buon autocontrollo.
Bisogna non dimenticare che il nostro cervello riesce ad interagire con tutti i sistemi del nostro corpo, se tramite esso, riusciamo a controllare la paura la soglia del dolore percepito sarà quello reale e quindi gestibile.
Tutto ciò si rende possibile attraverso l’apprendimento della tecnica del Training autogeno con il quale si controlla il meccanismo che regola l’alternanza tra tensione e distensione.
Il modo in cui si produce suddetto meccanismo è la suggestione, sotto la suggestione vengono modificate le nostre percezioni e le funzioni fisiologiche: ci può capitare, se aspettiamo una telefonata importante, di immaginarci che il telefono suoni e intanto, il cuore batte più forte.
La suggestione utilizzata in un corso di psicoprofilassi è terapeutica poiché tramite essa deviamo la paura collegata al travaglio ad un immagine ricordo a noi piacevole.
Nel preparare le future mamme al travaglio, bisogna insegnar loro il meccanismo per cui una suggestione proveniente dall’esterno diventa autosuggestione.
Il corretto apprendimento della tecnica di auto rilassamento e rivolgendo la nostra suggestione ad immagini piacevoli e rilassanti riusciamo ad ottenere un corretto rapporto contrazione – dolore.
Quanto detto, si ottiene attraverso un allenamento costante; per ottenere un corretto comportamento durante il travaglio è importante iniziare questa autoeducazione dal settimo mese di gestazione fino al parto, una madre comportandosi in maniera matura durante il travaglio depone il primo mattone di amore responsabile verso colui che dal momento del concepimento è vissuto grazie a lei; loro nascendo vivono la loro prima vera difficoltà, facciamo che sia soltanto quella prodotta dalla natura, non aumentiamo il loro disagio grazie al nostro egoismo.
Dott. BERNABEO Maria
Posted on 2008 under Comunicazioni, Donna e mamma, Parto |
29
Mag
Care mamme,
questo invito è rivolto a tutte voi!
Penso che sarebbe bello dedicare una sezione del Blog ai racconti del parto.
Ritengo che, per le mamme in attesa, leggere le testimonianze di chi ha già partorito possa essere molto utile per esorcizzare la paura e per raccogliere quante più possibili informazioni sul parto non solo teoriche, ma provenienti da esperienze realmente vissute.
Sono sicura, inoltre, che anche per voi possa essere bello condividere e ricordare la nascita dei vostri piccini… perché scrivendo e cercando di ricordare ogni dettaglio, riaffioreranno alla vostra memoria parole, odori e suoni impossibili da dimenticare e che saranno sempre in grado di suscitare in voi emozioni molto intense.
E non c’è da stupirsi se, perse nei ricordi di quei momenti, magari difficili e dolorosi ma sicuramente magici, sarete assalite dalla nostalgia… la stessa che probabilmente provate quando per strada vi capita di incrociare una donna incinta e che vi porta a desiderare di tornare indietro nel tempo, per rivivere ancora una volta la gravidanza, il parto e le prime ore di vita del vostro bambino.
Chi non ha ancora partorito, penserà che ciò che sto dicendo è pura follia…
Per questo vorrei che le future mamme avessero la possibilità di toccare con mano, attraverso le vostre parole, questo “paradosso del travaglio” che, per quanto possa essere problematico, lungo e doloroso, alla fine… lascia spazio soltanto a ricordi meravigliosi!
Se, dunque, volete raccontarci la vostra avventura, scrivetela e inviatela all’indirizzo:
redazione@nataunamamma.com
… avremo cura di pubblicarla il più presto possibile (se volete potete anche mandarci una vostra foto).
Ringrazio in anticipo tutte le mamme che vorranno collaborare a questa iniziativa!
Posted on 2008 under Attualità, Parto |
28
Mag
Silvia Calabrese, una donna di 31 anni, è morta lo scorso lunedì alla Clinica Universitaria Sant’Anna di Torino, cinque ore dopo aver dato alla luce suo figlio Cristian a seguito di un taglio cesareo.
La donna era al termine della sua prima gravidanza e, nel pomeriggio di domenica, era arrivata al pronto soccorso dell’ospedale con le doglie.
Intorno alla mezzanotte le era stato praticato un cesareo d’emergenza che sembrava essere andato bene.
Cinque ore dopo, improvvisamente e inspiegabilmente, Silvia si è sentita male ed è morta; il suo bambino, nato di tre chili e mezzo, fortunatamente sta bene.
Una fine inaccettabile e assurda per i famigliari della donna che parlano di soccorsi poco temperstivi.
Il personale ospedaliero ovviamente respinge tali accuse, ma non è in grado di fornire spiegazioni in merito al decesso.
Massimo Moscarini, ginecologo dell’Università la Sapienza di Roma, ha dichiarato che la morte improvvisa potrebbe essere dovuta ad una patologia della donna non clinicamente manifesta.
Una patologia sconosciuta, ad esempio cardiaca o polmonare, che la gravidanza o la stessa anestesia potrebbero aver ulteriormente aggravato.
Silvio Viale, il ginecologo dell’ospedale Sant’Anna di Torino, dice di essere il primo a voler capire le cause del decesso che verranno chiarite a seguito dell’autopsia.
Inoltre sottolinea che le cause delle morti a seguito di parto, purtroppo non ancora scomparse del tutto, non sono praticamente mai attribuibili a errori medici: in gravidanza un rischio, pur molto basso, esiste sempre.
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