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Un nuovo studio ha suggerito che dormire bene, tutte le notti, proteggerebbe i bambini dall’essere adulti obesi.
Un equipe di ricercatori ha studiato più di 1000 persone, dalla nascita fino ai 32 anni di età, e ha trovato che quelle che avevano dormito poche ore durante l’infanzia erano più propense delle altre a diventare adulti obesi.
Anche dopo aver considerato altri fattori come il peso infantile, le ore trascorse davanti alla televisione e il livello di attività fisica in età adulta, questa relazione tra la mancanza di sonno e il rischio di obesità si manterrebbe per tutta la vita.
Questo risultato rafforza l’idea secondo la quale le abitudini precoci del sonno si ripercuotono direttamente sul peso a lungo termine, ha affermato l’autore principale di questo studio, il dottor Robert John Hancox, il quale ha dichiarato che “benchè non possiamo provare che questa sia una relazione causa – effetto, lo studio è una prova evidente che le cose stiano in questi termini”.
Molti studi effettuati in precedenza trovarono che gli adulti e i bambini che dormono poche ore corrono un alto rischio di essere in sovrappeso. Tuttavia Hancox ha evidenziato che questo è il primo studio che dimostra questa relazione a lungo termine.
Lo studio ha preso in considerazione 1037 uomini e donne seguiti dalla nascita, tra il 1972 e il 1973, fino ai 32 anni di età. All’età di 5, 7, 9 e 11 anni, i loro genitori riferirono gli orari in cui abitualmente i loro figli andavano a dormire e si svegliavano.
I ricercatori trovarono che nella misura in cui diminuiva la quantità di ore di sonno nei bambini, aumentava l’indice di massa corporale (IMC) in età adulta. L’IMC è una misura del peso un rapporto con la statura. Ovvero gli adulti che avevano dormito poche ore durante l’infanzia (meno di 11 ore per notte), avevano un IMC maggiore di quelli che avevano dormito un numero di ore superiore.
Un inadeguato riposo durante l’infanzia avrebbe conseguenze a lungo termine”, ha spiegato Hancox. I risultati suggeriscono che il controllo del peso sarebbe un motivo in più per cui i bambini dovrebbero dormire bene la notte. Gli esperti raccomandano un sonno della durata di 11 ore per i bambini tra i 5 e i 12 anni; gli adolescenti dovrebbero dormire invece tra le 8.5 e 9.5 ore. Oggi i bambini stanno dormendo meno delle generazioni precedenti, ha segnalato Hancox e ha aggiunto che questa tendenza starebbe promuovendo un aumento dei casi di obesità.
Nessuno sa con certezza perchè la mancanza di sonno è associata ad un maggior peso corporale. Secondo una teoria basata su studi del sonno eseguiti in laboratorio, la mancanza di ore di sonno sarebbe responsabile di un’alterazione del normale equilibrio degli ormoni che stimolano e riducono l’appetito. Inoltre i bambini sonnolenti sarebbero troppo stanchi per fare attività fisica durante il giorno.
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19. Ho una bambina di 15 mesi che allatto solo la notte (per addormentarla e quando si sveglia: spesso si tratta di un paio di volte). Da un paio di mesi ho i seni irritati e provo dolore ad allattare (non la prima volta della notte, ma ogni volta mi da più fastidio). Ho letto che il dolore solitamente è sintomo di una posizione sbagliata durante l’allattamento, ma io non ho mai avuto problemi fino ad ora. Potrebbe essere perché adesso ha più denti?
Non credo che sia per i denti dal momento che a questa età molti bambini sono allattati al seno e solitamente alle mamme non fa male il seno. E’ possibile che la bambina stia succhiando in una posizione scorretta siccome è mezza addormentata e dal momento che di giorno prende biberon e succhiotti. Se le da il biberon, forse sarebbe meglio darle il latte con un bicchiere. Inoltre potrebbe trattarsi di una qualche infezione al seno. Parlane con la tua ostetrica o con un gruppo di madri www.fedalma.org.
20. Sono quasi tre anni che allatto e, sin dal primo anno di mia figlia, quando fa caldo e mia figlia vuole mangiare di più, mi succede, soprattutto verso sera, che mi sento debole e fiacca e mi tremano le mani. Cosa può essere? Grazie.
Molta gente si sente debole e fiacca quando fa caldo e da qui è nata l’abitudine di fare la “siesta”. Il fatto del tremore alle mani, non mi sembra molto normale: sarebbe meglio la vedesse il suo medico. In ogni caso, non è dovuto all’allattamento: conosco migliaia di donne che allattano al seno e non ho mai visto che le tremino le mani per questo.
21. Ho una figlia di 14 mesi che fa diverse poppate durante la notte, il che comporta che dormiamo piuttosto male. L’allattamento può influenzare il modo di dormire dei bambini? Dal momento che presuppone un contato con la madre, magari nasce il bisogno di cercarla di più durante la notte… Grazie mille per tutto.
In uno studio che risale a 20 anni fa, i bambini che prendevano il biberon si svegliavano di meno durante la notte rispetto a quelli che venivano allattati al seno. Ma siccome i produttori del latte artificiale hanno continuato a perfezionare il latte, presumo che ormai non sia più così e che anche con il biberon i bambini si sveglino di notte, dal momento che centomila madri hanno comprato un famoso libro per far addormentare i bambini e la maggior parte di esse stanno allattando col biberon.
Recentemente sono usciti sul mercato tipi di latte per biberon per il giorno e per la notte: il latte per la notte contiene più triptofano, cercando di imitare il latte materno che di notte appunto contiene una quantità maggiore di triptofano che aiuta i bambini a dormire. Così, un tempo si pensava che i bambini allattati al seno dormissero di meno, ma adesso i fabbricanti di biberon ci hanno dimostrato che è esattamente il contrario: con il latte materno i bambini dormono di più, ma perché questo avvenga devono svegliarsi più volte durante la notte dal momento che non servirebbe a niente che il maggior contenuto di triptofano nel latte della notte, se il bambino non lo prendesse.
22. Cosa si intende per allattamento materno prolungato e che benefici ha esattamente?
Dicono che alcolizzato è colui che beve più del proprio medico, allo stesso modo l’allattamento materno è prolungato quando si allatta al seno più della vicina di casa.
Io definirei prolungato un allattamento che duri oltre i sette anni, ma c’è chi mette questo limite per definizione a due anni, o a uno, o a sei mesi, oppure anche a tre.
I benefici dell’allattamento materno sono gli stessi di prima, vale a dire, a qualsiasi età il latte materno continua ad essere il miglior alimento per il bambino e tanto più la madre allatta al seno, minore sarà per lei il rischio di cancro al seno, cancro alle ovaie o fratture causate dal’osteoporosi. Per non contare la comodità e il risparmio rispetto ad altro latte.
23. L’allattamento materno è fantastico, però per le mamme che lavorano (almeno nelle aziende private), risulta praticamente impossibile continuarlo una volta che si ritorna al lavoro. Lei crede che questo tema verrà mai preso in considerazione? Un saluto.
Speriamo di sì perché la durata della maternità in Spagna è ridicolmente corta rispetto a quanto avviene negli altri Paesi d’Europa. Nel sito www.fedalma.org, si raccolgono le firme per chiedere un permesso di maternità di sei mesi che ovviamente è soltanto un primo passo per arrivare a 9 e a 12.
24. Molte grazie per i suoi libri. Partorirò a settembre e mi sto informando sull’allattamento materno. Mi sono fatta l’idea che nel sistema sanitario pubblico si inizia a sostenere questo tipo di allattamento, ma nel privato ci sono ancora molti ostacoli, salvo rarissime eccezioni. Si dovrebbe fare qualcosa, non crede?
Dipende da dove lei vive perché il sostegno che le può dare il personale sanitario con l’allattamento al seno è una questione individuale che dipende dalle competenze e dagli interessi di ciascuna ostetrica, pediatra o infermiera. Tra gli ospedali amici dei bambini, ce né anche uno privato: la Clinica Dexeus a Barcelona. Per “ospedali amici dei bambini”, intendiamo quelli che favoriscono l’allattamento materno e rispondono a tutta una serie di requisiti: prima poppata in sala parto, bambino nella stanza della madre per tutte le 24 ore, allattamento a richiesta, non dare ciucci, né soluzioni glucosate… Più informazioni sul sito: http://www.ihan.org.es.
25. Buongiorno. Ho sempre avuto il seno molto sensibile e adesso, con la gravidanza, ancora di più. Quasi tutti i lievi sfregamenti rendono la situazione insopportabile. Crede che questo sia un problema al momento di allattare? Grazie.
Ma non saprei. Se ha qualche tipo di eczema al seno, normalmente migliora con un trattamento adeguato. Se si tratta semplicemente di sensibilità agli sfregamenti, ma non vi è nessuna malattia al seno, è possibile che il problema scompaia nel momento in cui suo figlio prenderà il seno, ma bisogna aspettare per vedere che succede.
26. Ho un bambino di due anni e mezzo che non vuole mangiare frutta e verdura. In generale, non è mai stato un gran mangione, ma cerco di non ossessionarmi troppo e di convincermi che i bambini si “”autoregolano”. Ma in realtà la cosa che mi preoccupa è che possa avere una carenza. Quasi tutti i giorni gli offro frutta e verdura ai pasti, nel caso prima o poi gli venisse voglia di mangiarli, lui assaggia e mi dice chiaramente di no.
Non si preoccupi, si può vivere perfettamente senza frutta e senza verdura. Milioni di eschimesi lo dimostrano. Quando non si obbliga un bambino a mangiare, normalmente una volta adulto mangia quasi di tutto. Se si prova ad obbligarli a mangiare frutta, probabilmente otterrà solamente di provocare un tale astio al punto che non mangerà frutta per il resto della sua vita.
27. Ho dedotto da una sua risposta che secondo lei i bambini alimentati con latte materno sono più intelligenti di quelli allattati col biberon. E’ così?
E’ così nella misura in cui i test del coefficiente intellettuale possono stabilire chi è più intelligente e chi meno, cosa che a priori può essere discutibile. Esiste una differenza tra la media dei coefficienti di intelligenza dei bambini allattati al seno e quella dei bambini allattati col biberon. Una media che francamente non credo trovi nessuna applicazione pratica. Però questo è quello che risulta dagli studi scientifici.
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10. Buongiorno, vorrei sapere se c’è modo perché il bambino si attacchi meglio al seno perché a me il seno non cresce durante la gravidanza; al mio precedente bambino ho dato il mio latte grazie all’utilizzo del tiralatte perché non si attaccava e adesso sto aspettando un altro figlio e mi piacerebbe allattarlo. Molte grazie.
E’ molto difficile da spiegare in due righe. Ti consiglio di metterti in contatto con un gruppo di madri. Troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.fedalma.org.
11. Fino a quando è vantaggioso dare il seno al bambino?
Allattare al seno è sempre vantaggioso. Vale a dire che se nel negozio trovassimo allo stesso prezzo latte vaccino e latte di donna, sarebbe una stupidaggine comprare quello vaccino e il latte materno sarebbe buono anche per gli adulti, gli anziani e per tutti.
A nessuna età allattare al seno cessa di avere benefici e, tanto meno, inizia a diventare svantaggioso. Attualmente si raccomanda di offrire altri alimenti, oltre al seno, a partire dai sei mesi.
12. Grazie in anticipo per il suo aiuto. Ho una figlia di due anni che sin dalla nascita prende il seno, complementando il mio latte con altri alimenti ovviamente. E’ sana e serena, ma io inizio ad essere stanca e scomoda. Come mi consiglia di iniziare a svezzarla? (ha un forte istinto ad attaccarsi al seno). Grazie.
Anche se lei non fa nulla, sua figlia finirà per abbandonare il seno però potrebbe tardare ancora alcuni mesi o addirittura anni. Se lei desidera accelerare il processo, è importante darle qualcos’altro in cambio. Il seno non è solo nutrimento, ma implica anche un contatto fisico, affetto, consolazione… E’ necessario dare alla bambina tutto questo in un altro modo. Svezzare un bambino comporta uno sforzo maggiore che allattare. Deve prenderla in braccio di più, occorre cantare più canzoni, portarla più sovente a spasso, giocare di più con lei. L’idea è che si dimentichi di chiedere il seno, ma quando lo chiede la cosa migliore in quel momento è darglielo perché negndoglielo si andrebbe ad aggiungere l’attrazione per il proibito.
13. Buongiorno. Soffro di mastite ad un seno da diversi anni e questo fa si che un seno presenti regolarmente delle secrezioni purulente; attualmente sono incinta. Sussistono problemi per allattare al seno? Sarebbe preferibile evitare l’allattamento materno? Molte grazie.
Una mastite della durata di anni è una cosa molto rara. Dovrebbe visitarla un ginecologo che le potrà dire cosa si deve fare nel suo caso. In generale, con una mastite non solo si può allattare, ma addirittura è preferibile continuare l’allattamento dal momento che, se durante una mastite il seno non si svuota, si potrebbe produrre un ascesso. Nel peggiore dei casi, se il suo problema al seno non dovesse essere esattamente una mastite e non potesse allattare da questo seno, potrebbe comunque sempre allattare suo figlio con il seno sano.
14. Innanzitutto congratulazioni per il suo lavoro e la tua attività. Ho un bambino di 11 mesi che continuo ad allattare al seno, anche grazie ai tuoi consigli. Vorrei sapere se questo nuovo libro [ndr. si tratta di “Un dono per tutta la vita“] è utile per le madri che come me hanno già avviato molto bene l’allattamento oppure se è solamente per le future o neo mamme. Inoltre vorrei dirti che “Il mio bambino non mi mangia” mi è sembrato essere molto utile, mentre non ritengo che “Bésame mucho” sia molto attuale. Mi puoi convincere del contrario? Molte grazie e tante buone cose.
Dal momento che stai già allattando e, a quanto pare, senza problemi, credo che non sia necessario leggere il libro, però dipende dai gusti. Per quanto riguarda il mio libro “Bésame mucho”, avrai visto che non do raccomandazioni su cosa fare e non è un libro di consigli, norme o metodi su come crescere un figlio.
Il mio intento è quello di spiegare perché i bambini sono come sono, perché desiderano stare in braccio, perché vogliono dormire con le loro madri e ritengo che queste cose siano vere tanto adesso come nell’antichità.
15. Cosa è meglio: dare entrambi i seni nella stessa poppata oppure solo uno e l’altro durante la poppata successiva?
E’ meglio seguire ciò che il bambino desidera. Quando finisce col primo seno, gli si offre il secondo: se lo vuole bene, se no anche. Possiamo sapere quando finisce perché si stacca.
16. Potrebbe spiegare le cause delle coliche dei lattanti?
Si parla di colica ad ogni pianto eccessivo durante l’infanzia, ma normalmente questo pianto non ha nulla a che vedere col dolore alla pancia, né con altre malattie. Sicuramente può essere dovuto a moltissime cause. Credo che la più frequente sia la mancanza di contatto fisico. Nelle società in cui i bambini stanno tutto il giorno appesi alle loro madri, non si conoscono le coliche. Inoltre ci sono alcuni casi molto rari dovuti ad allergie.
17. E’ sicuro che un neonato non avverte la fame durante le prime 48 ore della sua vita? Me lo hanno detto al corso di preparazione al parto e mi ha sorpreso moltissimo. Grazie per la sua attenzione.
Non so ciò che può sentire un neonato. Dopotutto le prime 48 ore succhiano il seno ed è stato dimostrato che prendono e ingeriscono il latte. Dunque non so come può qualcuno sapere ciò che prova o non prova un neonato.
18. Quando si possono introdurre i legumi nell’alimentazione? I piselli verdi possono considerarsi legumi? Grazie.
Sì, i piselli verdi possono considerarsi legumi e si possono introdurre nell’alimentazione a partire dai sei mesi. Inizialmente conviene togliere la pelle da piselli, ceci e fagioli perché non si soffochino.
… continua nel prossimo post!
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La scorsa settimana ho postato la recensione del libro “Il mio bambino non mi mangia”, di Carlos Gonzáles.
Qualche tempo fa è stato pubblicato su elmundo.es un articolo in cui, il noto pediatra spagnolo, rispondeva ad una serie di domande sull’allattamento e sull’alimentazione dei bambini.
Si tratta di 27 domande che ho tradotto e che riporterò in queto e nei prossimi due post in quanto ritengo molto utili per tutte le mamme che allattano, per quelle che sono alle preso con lo svezzamento e anche per quelle donne che saranno presto mamme e che, giustamente, approfittano di questi ultimi mesi di tranquillità perprepararsi e documentarsi un po’.
Nel frattempo, per chi di voi volesse leggere l’articolo in lingua originale, lo può trovare al link riportato qui sotto.
Intervista in spagnolo
L’AUTORE
Carlos González, è nato a Zaragoza nel 1960, si è laureato in medicina presso l’Università di Barcellona e si è formato come pediatra presso l’Ospedale Sant Joan de Déu di questa città.
E’ il fondatore e presidente dell’Associazione Catalana per L’Allattamento Materno, attualmente tiene corsi sull’allattamento per personale sanitario.
Scrive e traduce libri sul tema; da due anni è responsabile della rubrica sull’allattamento materno della rivista Ser Padres.
Sposato con tre figli, vive a Hospitalet de Lobregat (Barcellona).
INTERVISTA - Prima parte
1. Buongiorno dottore, sto aspettando il mio terzo figlio, con il primo avevo moltissimo latte, con il secondo decisamente meno… devo aspettarmi che con il terzo avrò ancora meno latte??? Grazie molte!!
La quantità di latte che esce è esattamente quella di cui il bambino ha bisogno quando lo si allatta a richiesta. Non so cosa ti spinge a pensare che hai avuto meno latte. Se lo dici perché il bambino chiedeva il seno più spesso, probabilmente è stato proprio il contrario e hai avuto più latte.
2. Mia figlia di nove mesi sta al di sotto del percentile 3. Da quando è nata e fino a tre mesi di età ha avuto un percentile di 10. A partire dal primo trimestre è stata allattata ogni tre ore e un quarto, così come mi ha consigliato il pediatra. Dal quinto mese ho iniziato di nuovo ad allattarla a richiesta e ho continuato ad allattare in modo esclusivo a richiesta fino al sesto mese. Attualmente le do il seno, niente pappe e ho iniziato con il cibo a pezzetti, benché ne mangi in poca quantità. Il pediatra dice che è sana anche se stiamo aspettando i risultati di alcune analisi per escludere una malattia.
La mia domanda è: ha influito il periodo di allattamento a orario sul peso e sullo sviluppo della bambina? Quali sono i cibi solidi che devo proporle con priorità?
Se avesse influito lo avresti notato: se quando sei tornata a dare il latte a richiesta avesse mangiato più di prima, allora forse aveva fame; ma se mangiava più o meno lo stesso o di meno, probabilmente è perché non ha influenzato.
A nove mesi può mangiare praticamente di tutto, benché sarebbe meglio non darle ancora latte vaccino, i suoi derivati, pesce e uovo fino all’anno di età. Tra la varietà di cose che può mangiare, sarà lei a scegliere ciò che più le piace e nella quantità che desidera.
3. Salve Carlos. Allatto al seno mia figlia da due settimane e da due giorni ho notato che ha la lingua bianca. Mi hanno detto che potrebbero essere funghi, che rimedi posso adottare?
Quella che normalmente viene chiamata “lingua bianca” è una situazione normale, i funghi hanno un aspetto differente. Se è stato il pediatra a dirti che sono funghi, sarà lui a darti la cura. Se te l’ha detto qualcun altro, allora è meglio che la veda il pediatra.
4. Salve. Sono rimasto sorpreso che ci sia un’Associazione per questa causa. Mi potrebbe dire quali sono le ragioni della sua esistenza?
In Spagna la maggior parte delle donne allattano al seno meno tempo di quanto vorrebbero e questo dimostra che è necessario fare qualcosa perché le donne possano liberamente allattare fin quando lo desiderano. Nella nostra Associazione ci dedichiamo soprattutto a fare corsi sull’allattamento materno per il personale sanitario e a pubblicare video e libri. L’obiettivo è aiutare le madri ad allattare per tutto il tempo che vogliono.
5. Cosa significa esattamente “allattare a richiesta”?
Significa offrire il seno al bambino ogni volta che lui vuole e per tutto il tempo che lo desidera senza preoccuparsi dell’orologio. Non c’è che da aspettare che pianga. Normalmente, un po’ prima di iniziare a piangere, iniziano a cercare il seno “con le buone”.
6. Buongiorno. Sono un medico e, come tale, ho sempre studiato e ho riportato alle mie pazienti che con l’allattamento materno non è necessario l’apporto di acqua poiché il bambino regola attraverso il meccanismo della suzione, la composizione del latte. Tuttavia l’altro giorno ho sentito una donna dire che in estate occorre invece dare acqua ai bambini, anche a quelli allattati esclusivamente al seno. Sono confusa, qual è la sua opinione in merito? Grazie.
In generale, un bambino che prende il latte a richiesta, giorno e notte, esclusivamente al seno, non ha bisogno di acqua, a meno che non abbia febbre o diarrea. Persino i beduini del deserto si è visto che non hanno bisogno di acqua. Ciò non toglie che, eccezionalmente, se fa molto cado e sembra che il bambino abbia sete, gli si può offrire dell’acqua dopo il seno. Ricordo di un bambino che quasi non si disidratava perché lo avevano lasciato completamente vestito e chiuso nella culla messa sotto il sole che entrava da una finestra e vicino ad un radiatore acceso.
7. Buongiorno. E’ necessario prendere il supplemento di iodio durante l’allattamento o non è importante? Io non lo prendo e mia figlia è curiosa e sveglia.
In Spagna e in tutta Europa esiste una percentuale molto elevata di deficit di iodio. Tutti quanti dovrebbero sempre assumere sale iodato, ma nonostante tutto la maggior parte delle madri non arrivano a coprire il fabbisogno durante la gravidanza e l’allattamento, che è di gran lunga superiore a quello di altri periodi.
Per questo si raccomanda di assumere da 100 a 200 microgrammi di iodio al giorno durante la gravidanza e l’allattamento. Questa quantità non è pericolosa per le persone che già hanno iodio a sufficienza, applicando iodio su una ferita si assorbe una quantità di iodio cento colte superiore a quella contenuta in queste pastiglie.
8. Salve. Posso assumere medicinali antivarici durante l’allattamento al seno?
Non conosco nessun farmaco antivarici che serva a qualcosa e non so a quale lei si riferisca. Alla pagina web www.e-lactancia.org, può consultare la compatibilità di qualsiasi farmaco con l’allattamento.
9. Buongiorno, è sicuro del fatto che la mancanza di allattamento materno influisca negativamente sullo sviluppo del sistema immunitario del bambino, così come su quello intellettivo? Grazie.
Beh, sì. Da un lato il latte materno apporta difese immunitarie al bambino nel periodo in cui le sue proprie difese ancora sono in via di sviluppo; dall’altra parte le difese proprie del bambino si sviluppano meglio con l’allattamento materno. Inoltre, diversi studi hanno messo in evidenza lo stretto rapporto tra la durata dell’allattamento e il coefficiente intellettivo degli scolari.
… continua nel prossimo post!
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IL MIO BAMBINO NON MI MANGIA
Consigli per prevenire e risolvere il problema
200 pagine - € 14,90
Se anche voi vi trovate spesso nella situazione di dover costringere i vostri figli a mangiare, rincorrendoli con cucchiai colmi di pappa, corrompendoli o ricorrendo ai più ingegnosi e curiosi stratagemmi (piattini decorati, favole mozzafiato, portate attraenti come opere d’arte…) questo libro fa proprio al caso vostro.
In modo particolare lo consiglio a tutte quelle mamme (e siamo in molte) che vivono con ansia o addirittura con disperazione l’ora dei pasti dei propri bambini.
“Il mio bambino non mi mangia” è una delle frasi che i pediatri si sentono ripetere più frequentemente.
Il libro ci illustra la tesi del pediatra spagnolo Carlos Gonzales: l’inappetenza è un problema di equilibrio tra quello che il bambino mangia e ciò che sua madre si aspetta che mangi.
In realtà è l’appetito che regola la quantità e la qualità del cibo che il bambino mangia, autoregolandosi in base ai propri bisogni.
Il sottotitolo può trarre in inganno chi si aspetta di trovare, tra le pagine del libro, qualche trucco o consiglio per stimolare l’appetito dei bambini.
L’intento del dottor Gonzales è quello di aiutare i grandi e i piccini a vivere serenamente l’ora dei pasti, semplicemente insegnando ai genitori a rispettare le preferenze e le necessità alimentari dei propri figli.
Non viene svelato nessun segreto, dunque, per far si che i bambini mangino di più; bensì viene approfondita l’idea centrale del libro secondo la quale non bisogna mai, in nessun modo, costringere il bambino a mangiare, nel rispetto dei suoi naturali bisogni e della sua innata capacità di autoregolarsi col cibo.
I genitori si devono responsabilmente limitare a offrire ai figli una varietà di cibi sani; ma saranno i bambini a scegliere, tra questi, cosa e quanto mangiare, in base alle proprie necessità.
Questa teoria viene supportata da basi scientifiche che l’autore illustra in modo esauriente e nello stesso tempo comprensibile a tutti.
L’ironia che fa da sfondo al testo, aiuta il lettore a sdrammatizzare un problema che viene generalmente vissuto, in modo particolare dalle madri, con grande ansia e frustrazione.
Inoltre è una lettura adatta alle donne in gravidanza che stanno per intraprendere l’allattamento: è proprio allattando al seno, infatti, che viene favorito l’instaurarsi del rapporto di fiducia reciproca che permetterà alle madri di fidarsi delle capacità di autoregolazione dei figli.
Carlos Gonzales è fondatore e presidente dell’Associazione Catalana per l’Allattamento Materno e tiene corsi sull’allattamento rivolti al personale sanitario. Inoltre scrive e traduce libri sul tema e, non a caso, anche in questo libro viene dato grande spazio a questo argomento.
La prefazione è stata curata dalla Leche League Italia, la lega per l’allattamento materno, un’associazione di volontariato che opera dando informazioni e sostegno alle madri che allattano, offrendo consulenze telefoniche e gruppi d’incontro.
Se state per diventare o siete già mamme troverete nel libro preziosi consigli e informazioni sull’allattamento (seno e artificiale), sullo svezzamento, sull’alimentazione, sulle curve di crescita percentili e sulla loro interpretazione e su ciò che non bisogna fare all’ora dei pasti; il tutto farcito con una buona dose di humour che rende la lettura divertente e scorrevole.
Utilità e divertimento: un buon connubio per tutte le mamme che potranno così ritagliarsi un po’ di tempo per rilassarsi, continuando nel contempo a pensare ai figli!
Dello stesso autore:
Bésame mucho
Un dono per tutta la vita
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Posted on 2008 under Alimentazione, Pediatria, Ricette |
16
Mag
Le proprietà dei piselli
Il sapore dolce, caratteristico di questi legumi è dovuto al loro contenuto di zuccheri (15% tra cui il 7,5% è saccarosio) e vitamina C.
I piselli surgelati non si differenziano molto da quelli freschi, né per il gusto, né per i contenuti nutrizionali.
In realtà possiedono un po’ meno vitamina C che comunque viene persa in parte anche durante la cottura.
Una porzione di piselli cotti (circa 70 grammi) offre 1/4 del fabbisogno giornaliero di vitamina C e 1/3 di quello di vitamina B1.
I piselli costituiscono un’enorme fonte di proteine vegetali; contengono pochi grassi e poche calorie ed è assente il colesterolo.
Sono ricchissimi di amido, vitamine A ed E, sali minerali (fosforo, potassio e ferro) e acido folico, importantissimo durante la gravidanza.
Costituiscono infine una miniera di fibre, sostanze che, oltre ad essere utili per limitare l’assorbimento di grassi e zuccheri, stimolano l’attività intestinale, aiutando a combattere la stitichezza che si può verificare all’inizio dello svezzamento.
La ricetta
Ecco una semplice e gustosa ricetta, adatta per i bimbi dai 9 mesi in avanti, che ha come protagonisti i piselli.
Ingredienti
- 2 cucchiai di semolino per bambini o crema ai cereali;
- 100 grami di piselli freschi (in alternativa surgelati);
- una patata;
- una carota;
- olio extra vergine di oliva;
- parmigiano grattuggiato.
Preparazione
- Preparate la verdura: sbucciate la patata, raschiate la carola, lavatele e tagliatele a pezzetti piccolissimi; mettete i piselli in un colino e passateli sotto l’acqua, anche se surgelati.
- Portate ad ebollizione mezzo litro di acqua e unitevi le verdure; cuocete per circa mezz’ora. In alternativa cuocete le verdure nella pentola a pressione: in questo caso riducete l’acqua e dimezzate i tempi di cottura.
- Filtrate il brodo e unitevi le verdure precedentemente passate.
- Mettete il tutto in un pentolino (oppure mettete nel pentolino la dose che vi serve e conservate in frigorifero la parte rimanente), aggiungete il semolino o la crema di cereali e il parmigiano e amalgamate bene il tutto.
- Per evitare la formazione dei grumi, usate il mixer ad immersione.
- Se il piatto risulta troppo denso, aggiungete acqua finchè basta; al contrario, se è troppo liquido, aggiungete ancora un po’ di semolino o di crema ai cereali.
- Quando è caldo, spegnete il fuoco e aggiungete l’olio extravergine: mescolate in modo che l’olio si amalgami per bene con il composto.
Provatela e fateci sapere se i vostri bambini hanno gradito!
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